Giorgio Milani e i suoi Poetari a Mantova

Da oltre mezzo secolo Giorgio Milani (Piacenza, 1946) indaga il rapporto tra scrittura e immagine, trasformando lettere, segni e alfabeti in vere architetture. A questa ricerca la Biblioteca Teresiana di Mantova dedica dal 27 giugno al 19 settembre 2026 la mostra Babele, prima personale mantovana dell'artista, a ingresso libero. Curata da Francesca Ferrari, Massimo Ferrari e Claudia Tinazzi e promossa dal Comune di Mantova e dalla Biblioteca Teresiana, l'esposizione ripercorre la carriera di Milani con 70 opere, tra dipinti e sculture, dai cicli più iconici: le Torri di Gutenberg, le Babeli, i Poetari e le Sindoni.

La nascita dei Poetari

I Poetari che caratterizzano la produzione attuale dell'artista sono frutto di un percorso avviato a metà degli anni Sessanta, tutto giocato sullo studio del rapporto tra immagine e scrittura. Realizzati alla fine degli anni Ottanta, vengono esposti per la prima volta nel 1997 a Milano nella mostra Poetari di fine Gutenberg, organizzata dalla Fondazione Stelline con il patrocinio del Comune di Milano e curata da Tommaso Trini. Dello stesso anno è il Poetario Blu, opera di grande formato collocata all'Università Cattolica di Piacenza; dell'anno successivo il Libro Poetario di Gutenberg, che abbellisce l'ingresso della Biblioteca Passerini Landi di Piacenza. Dopo due tappe ad Art Miami (1998 e 1999) e la creazione, nel 1999, del suggestivo Jesus-Poetario, Crocifisso di fine millennio esposto alla Fondazione Stelline e oggi all'Università Cattolica di Piacenza, la mostra Poetari di Cielo del 2000 alla Galleria 2000&Novecento di Reggio Emilia (a cura di Luciano Caramel) segna l'inizio di una notorietà che si espande in Italia e all'estero.

Un artista tra Italia ed Europa

Nel 2002 il Druckunst Museum di Lipsia gli dedica un'importante personale; nel 2005 è invitato alla XIV Quadriennale di Roma, dove espone Opera aperta, un grande poetario di circa 1.800 fregi e caratteri tipografici. Il 2007 è un anno chiave: espone da Agorarte a Milano in una mostra curata da Philippe Daverio, realizza la grande fontana in marmo bianco di Carrara Dove mormori eterna l'acqua di giovinezza — dal titolo ispirato agli Ossi di seppia di Eugenio Montale — è presente al Mart di Rovereto nella mostra La parola nell'arte e vede la DFG allestire a Bonn cento sue opere tra quadri e sculture. Nel 2009 è tra i sedici artisti internazionali chiamati a Berlino per realizzare opere nella Biblioteca Statale Unter den Linden; nel 2010 firma a Salsomaggiore la scultura-fontana Opera aperta fra Oriente e Occidente in piazza Berzieri e, a Fiorenzuola d'Arda, ROSAe, imponente scultura di otto metri in acciaio e calcestruzzo presso la stazione ferroviaria.

Nel 2011 inaugura la sua più grande opera-poetario, Eco di Passi nella Memoria, per il recupero del Campiello di Vigonovo (VE): 190 pannelli di corten lavorati al laser, con versi scelti insieme a Philippe Daverio, ricoprono l'intera facciata dell'edificio storico. Il 2013 lo vede protagonista a Berlino con Dalla Babele al rogo (Ambasciata Italiana) e Dalla Babele al dialogo (Istituto Italiano di Cultura) e, per l'Anno della Cultura Italiana negli Stati Uniti, a New York con Poetari e frottage (a cura di Daverio, al Consolato Generale d'Italia) e White Words (Boffi Soho). Seguono nel 2014 il Portale La Porta di Luce della Chiesa di Santa Franca e la facciata in corten della Madonna di Lourdes a Piacenza, e nel 2016 la serie di lavori bianchi Nuovi Poetari. Sublimazioni, Sindoni, Intagli a Villa Rospigliosi (Pistoia), con testi di Marco Senaldi, Luciano Caramel, Tommaso Trini e Philippe Daverio. Nel 2018 arrivano le tre personali Di parole faccio Arte (Milano, Roma, Torino); nel 2020 l'antologica in undici sezioni Giorgio Milani. La Scrittura come enigma (Volumnia, Piacenza, a cura di Elena Pontiggia); nel 2021 il poetario a pavimento per il cinquantesimo della SDA Bocconi; nel 2023 la mostra Scritture irrequiete alla GAM di Roma; e nel 2026 la scultura in acciaio Sinfonia di sapori allo Spazio Biffi 3.0 di San Rocco al Porto (Lodi).

Babele alla Biblioteca Teresiana

È in questa cornice biografica che si inserisce la mostra mantovana. La ricerca di Milani vive in una dimensione di confine tra scultura, grafica e riflessione concettuale, come indagine sul potere comunicativo di forme e simboli: la fitta stratificazione di segni, lettere e alfabeti dà vita a strutture architettoniche che evocano archivi della memoria, e "Babele" diventa metafora della molteplicità dei linguaggi e delle culture, immagine della complessità del presente e della necessità del dialogo. Non a caso la sede è la Biblioteca Teresiana, fondata nel 1780 e custode di un raro e pregiato patrimonio antico, simbolo per eccellenza della conservazione e della condivisione del sapere. La mostra dialoga inoltre con la Giornata Europea della Cultura Ebraica (6 settembre 2026) e con il Festivaletteratura di Mantova (9-13 settembre 2026), condividendone i temi di scrittura, linguaggio e narrazione. L'allestimento è a cura di Massimo Ferrari e Claudia Tinazzi con Annalucia D'Erchia e Daniela Mori (Politecnico di Milano, Polo di Mantova, Dipartimento ABC); il catalogo, edito da LetteraVentidue, riunisce i contributi dei curatori, un saggio di Alberto Fiz e una selezione ragionata dei principali testi sull'artista.

Giorgio Milani e i suoi Poetari a Mantova

Informazioni utili

  • Mostra: Giorgio Milani. Babele, a cura di Francesca Ferrari, Massimo Ferrari e Claudia Tinazzi
  • Quando: dal 27 giugno al 19 settembre 2026
  • Dove: Biblioteca comunale Teresiana, via Roberto Ardigò 13, Mantova
  • Orari: martedì-venerdì 9.00-18.00; sabato 9.00-13.00
  • Ingresso: libero
  • Catalogo: LetteraVentidue
  • Info: tel. +39 0376 338460 – biblioteca.comunale@comune.mantova.it

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